Desiderare un figlio e non riuscire ad averlo è un'esperienza emotivamente complessa che coinvolge un numero crescente di coppie in Italia e nel mondo. Secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 10-15% delle coppie nei paesi occidentali lamenta problemi di infertilità . Un dato significativo, che trasforma questa condizione in una realtà tutt'altro che rara.
L'infertilità di coppia viene definita come l'incapacità di concepire dopo almeno 12 mesi di rapporti sessuali regolari e non protetti . Se la donna ha più di 35 anni, questo periodo si riduce a 6 mesi . Si parla di infertilità primaria quando la donna non ha mai avuto una gravidanza, e di infertilità secondaria quando invece ha già concepito in passato .
Un dato allarmante emerso in Italia è che le coppie infertili impiegano in media quattro o cinque anni prima di intraprendere un percorso terapeutico adeguato . Questo ritardo, come vedremo, può ridurre in modo significativo le possibilità di successo, specialmente quando l'età della donna supera i 35 anni .
In questa guida completa, aggiornata al 2026, analizzeremo le cause più comuni di infertilità, sia maschili che femminili, ti spiegheremo quando è il momento giusto per iniziare gli accertamenti, quali esami fare e come orientarti nel percorso verso la genitorialità.
Quando iniziare gli accertamenti: il fattore tempo è cruciale
Il tempo è la variabile più importante quando si parla di fertilità. Aspettare troppo prima di rivolgersi a uno specialista può compromettere irrimediabilmente le possibilità di successo .
I tempi giusti per iniziare gli accertamenti
Le linee guida sono chiare:
Coppie con donna sotto i 35 anni: dopo 12 mesi di rapporti non protetti senza concepimento, è consigliabile iniziare gli accertamenti .
Coppie con donna sopra i 35 anni: dopo 6 mesi di tentativi infruttuosi, è necessario rivolgersi a uno specialista .
Coppie con fattori di rischio noti: se uno dei partner è affetto da patologie che possono influire sulla fertilità (endometriosi, ovaio policistico, precedenti interventi chirurgici, problematiche maschili note), è consigliabile un consulto specialistico ancor prima di iniziare i tentativi .
Perché non bisogna aspettare
Uno studio pubblicato su Human Reproduction nel 2021 ha quantificato l'impatto del ritardo nell'avvio della fecondazione in vitro. Nelle donne di età compresa tra 36-37 anni, un ritardo di 6 mesi riduce le nascite del 5,6%; per la fascia 38-39 anni la riduzione è del 9,5%; per le donne tra 40 e 42 anni, il calo raggiunge l'11,8% . Dopo 12 mesi di ritardo, questi valori salgono rispettivamente all'11,9%, 18,8% e 22,4% .
Numeri che parlano chiaro: il tempo è un alleato prezioso, ma solo se lo si utilizza con consapevolezza.
Le cause dell'infertilità di coppia
L'infertilità può avere origini molteplici. Secondo i dati raccolti dal Registro Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita, la distribuzione delle cause è la seguente :
Infertilità femminile: 35,5%
Infertilità maschile: 35,4%
Infertilità di entrambi i partner: 15%
Infertilità idiopatica (senza causa apparente): 13,2%
Analizziamo nel dettaglio le principali cause per ciascun genere.
Cause dell'infertilità femminile
L'età della donna costituisce l'elemento più importante che influenza l'esito riproduttivo . Alla nascita, la donna possiede una riserva ovarica di circa 400.000 ovociti, che diminuisce progressivamente con l'avanzare dell'età fino ad azzerarsi in menopausa .
Il fattore età
L'invecchiamento degli ovociti comporta un aumento delle anomalie genetiche: la percentuale di bambini con Sindrome di Down passa da 1 su 2000 nelle donne di 20 anni a 1 su 350 nelle donne di 35 anni, fino a 1 su 25 nelle donne di 46 anni .
Cause ovulatorie e ormonali
I problemi di ovulazione rappresentano una delle cause più frequenti di infertilità femminile :
Sindrome dell'ovaio policistico (PCOS): una delle cause più comuni di anovulazione.
Disfunzioni ormonali: problemi a carico di ipofisi o tiroide che alterano il normale ciclo mestruale .
Iperprolattinemia: livelli elevati di prolattina che inibiscono l'ovulazione .
Insufficienza ovarica precoce: esaurimento prematuro della riserva ovarica.
Cause tubariche e pelviche
Le tube di Falloppio possono essere danneggiate o ostruite, impedendo l'incontro tra ovocita e spermatozoo :
Malattie infiammatorie pelviche: conseguenza di infezioni non adeguatamente trattate.
Pregressi interventi chirurgici: soprattutto a livello pelvico.
Aderenze pelviche: possono ridurre la funzionalità tubarica .
Idrosalpinge: accumulo di liquido nelle tube che ostacola il concepimento.
Cause uterine
Endometriosi: la presenza di tessuto endometriale al di fuori dell'utero riduce in modo severo le probabilità di concepimento .
Malformazioni uterine congenite: come l'utero setto .
Miomi e polipi: possono interferire con l'impianto dell'embrione .
Fattori infiammatori endometriali: alterazioni della mucosa che riveste la cavità uterina .
Cause dell'infertilità maschile
L'infertilità maschile interessa circa il 7% degli uomini e sempre più giovani . Contrariamente a quanto si pensa, anche la fertilità maschile ha subito una significativa riduzione negli ultimi decenni: la concentrazione di spermatozoi per millilitro si sarebbe quasi dimezzata negli ultimi 50 anni .
Cause pre-testicolari
Sono patologie che riguardano le ghiandole del sistema nervoso centrale (ipotalamo e ipofisi) che regolano la spermatogenesi :
Cause testicolari
Patologie che colpiscono direttamente il testicolo :
Varicocele: dilatazione varicosa delle vene spermatiche, causa di infertilità tra le più diffuse . L'aumento della temperatura locale e il reflusso venoso possono danneggiare l'epitelio germinativo .
Criptorchidismo: mancata o ritardata discesa dei testicoli .
Infezioni: orchiti post-parotite, epididimiti .
Cause genetiche: sindrome di Klinefelter, microdelezioni del cromosoma Y .
Torsione testicolare o traumi .
Cause infiammatorie: conseguenza di infezioni sessualmente trasmesse come papilloma virus, sifilide, gonorrea e clamidia .
Cause post-testicolari
La produzione di spermatozoi è normale, ma il problema si verifica a valle del testicolo :
Ostruzioni delle vie seminali: assenza o ostruzione dei dotti deferenti o eiaculatori .
Agenesia dei dotti deferenti: spesso associata a mutazioni del gene della fibrosi cistica .
Anticorpi antispermatozoi: riducono la capacità fecondante degli spermatozoi .
Disfunzioni sessuali: problemi di erezione o eiaculazione .
Fattori di rischio comuni e stile di vita
Oltre alle cause organiche, esistono fattori di rischio modificabili che possono influenzare negativamente la fertilità di entrambi i partner .
Fattori di rischio per la coppia
Fumo di sigaretta: danneggia l'integrità del DNA degli spermatozoi e riduce numero e motilità; nella donna accelera l'esaurimento della riserva ovarica .
Alcol e droghe: possono interferire direttamente con la funzione testicolare e alterare l'equilibrio ormonale femminile .
Obesità e sovrappeso: causano alterazioni ormonali in entrambi i sessi .
Sedentarietà o eccessiva attività fisica: entrambi gli estremi possono essere dannosi .
Alimentazione non equilibrata: carenze nutrizionali o eccessi che alterano il metabolismo .
Stress: gli ormoni dello stress possono influenzare negativamente la produzione di spermatozoi e l'ovulazione .
Esposizione ambientale: radiazioni, inquinanti, pesticidi, idrocarburi, derivati delle plastiche .
Infezioni sessualmente trasmesse: non curate adeguatamente possono compromettere la fertilità .
Quando rivolgersi a uno specialista: i segnali da non ignorare
Oltre ai tempi standard (12 o 6 mesi), esistono situazioni in cui è consigliabile consultare uno specialista ancor prima di iniziare i tentativi .
Campanelli d'allarme per la donna
Cicli mestruali irregolari o assenti
Diagnosi di endometriosi, ovaio policistico, fibromi uterini
Pregressi interventi chirurgici pelvici o addominali
Due o più aborti spontanei consecutivi
Età superiore a 35 anni
Campanelli d'allarme per l'uomo
Pregressi interventi chirurgici per ernia inguinale o testicolari
Storia di criptorchidismo o torsione testicolare
Infezioni genitali ricorrenti
Dolore o gonfiore nella zona testicolare
Problemi di erezione o eiaculazione
Il percorso diagnostico: gli esami da fare
Una volta deciso di intraprendere il percorso, è fondamentale che entrambi i partner vengano esaminati .
Esami per la donna
Esami ormonali (da eseguire in giorni specifici del ciclo):
FSH, LH, estradiolo, prolattina (2^-3^ giorno del ciclo)
Progesterone (21° giorno del ciclo)
AMH (ormone antimulleriano), TSH (indipendentemente dal ciclo)
Indagini strumentali:
Ecografia transvaginale: per valutare anatomia di utero e ovaie, presenza di follicoli, eventuali malformazioni o patologie .
Isterosalpingografia (HSG) o HyCoSy: per valutare la pervietà delle tube .
Isteroscopia: visione diretta della cavità uterina .
Laparoscopia: in casi selezionati, permette diagnosi e trattamento contestuale .
Esami per l'uomo
Spermiogramma: l'esame principale per la valutazione della fertilità maschile. Va eseguito dopo 3-5 giorni di astensione dai rapporti e necessita di almeno due valutazioni a distanza di 2 mesi in centri qualificati . Valuta:
Volume, pH, concentrazione, morfologia, motilità
Viscosità, leucociti, presenza di anticorpi antispermatozoi
Se i parametri risultano anomali, l'analisi va ripetuta dopo almeno 11 settimane .
Esami ormonali: FSH, LH, testosterone totale, TSH, prolattina .
Esami strumentali: ecocolordoppler scrotale per valutare presenza di varicocele o altre anomalie .
Esami genetici: analisi dei cromosomi, microdelezioni del cromosoma Y, mutazioni del gene della fibrosi cistica in casi selezionati .
Le opzioni di trattamento
Il trattamento dell'infertilità dipende dalle cause emerse durante la fase diagnostica .
Trattamenti per la donna
Farmaci per l'induzione dell'ovulazione: come letrozolo o citrato di clomifene (per PCOS si preferisce il letrozolo) .
Chirurgia: per endometriosi, fibromi, polipi o aderenze .
Trattamento dell'iperprolattinemia: preferita la cabergolina .
Trattamenti per l'uomo
Terapie mediche: per squilibri ormonali o infezioni .
Chirurgia: per varicocele (preferita la chirurgia microscopica) .
Recupero di spermatozoi: direttamente da testicolo o epididimo per la fecondazione assistita .
Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)
I livello (fecondazione "in vivo"):
II e III livello (fecondazione "in vitro"):
FIVET: ovociti e spermatozoi vengono posti insieme in laboratorio e si lasciano fecondare naturalmente .
ICSI: un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente nell'ovocita, indicata per problemi maschili severi .
Per le coppie con infertilità inspiegata, si preferisce inizialmente una gestione in attesa di 3-6 mesi, seguita eventualmente da IUI stimolata e, in caso di insuccesso, dalla FIVET .
Prevenzione e consigli pratici
Cosa può fare la coppia per preservare la fertilità
Per entrambi :
Mantenere un peso corporeo sano
Non fumare e limitare l'alcol
Seguire una dieta equilibrata ricca di frutta, verdura, cereali integrali
Fare attività fisica regolare ma non eccessiva
Gestire lo stress
Dormire il necessario
Per l'uomo in particolare :
Evitare indumenti troppo stretti che aumentano la temperatura locale
Utilizzare biancheria intima in cotone
Autopalpazione mensile dei testicoli
Usare preservativo per prevenire infezioni sessualmente trasmissibili
Per la donna in particolare :
Acido folico (400 mcg al giorno) già tre mesi prima di iniziare i tentativi
Non trascurare infezioni anche banali
Visita preconcezionale almeno tre mesi prima di tentare il concepimento
La visita preconcezionale
Un passo fondamentale spesso sottovalutato è la visita preconcezionale, da effettuare almeno tre mesi prima di iniziare i tentativi . Permette di:
Valutare lo stato di salute generale
Identificare eventuali problematiche ostetriche o ginecologiche
Aggiornare il quadro vaccinale
Iniziare la supplementazione di acido folico
FAQ: Domande frequenti sull'infertilità di coppia
Questa sezione è pensata per rispondere ai dubbi più comuni e alle ricerche vocali che gli utenti fanno su Google e negli assistenti AI.
1. Dopo quanto tempo senza riuscire a concepire bisogna preoccuparsi?
Se la donna ha meno di 35 anni, è consigliabile iniziare gli accertamenti dopo 12 mesi di rapporti non protetti. Se la donna ha più di 35 anni, il termine si riduce a 6 mesi .
2. L'infertilità è colpa della donna o dell'uomo?
I dati mostrano una distribuzione equilibrata: nel 35% dei casi la causa è femminile, nel 35% maschile, nel 15% entrambi i partner contribuiscono e nel 13% circa non si riesce a identificare una causa specifica .
3. Cosa si intende per infertilità idiopatica?
Si parla di infertilità idiopatica quando, nonostante tutti gli accertamenti, non si riesce a identificare una causa specifica. Rappresenta circa il 13% dei casi .
4. Qual è la differenza tra infertilità e sterilità?
L'infertilità è l'incapacità di concepire dopo un anno di tentativi, ma non implica l'impossibilità assoluta. La sterilità indica invece l'impossibilità permanente e non rimovibile di concepire .
5. Quanto incide l'età sulla fertilità femminile?
L'età è il fattore più importante. A 30 anni la probabilità di concepire per ciclo è del 30-40%, dopo i 40 anni scende sotto il 10% . Inoltre, aumenta esponenzialmente il rischio di aborto spontaneo e anomalie cromosomiche .
6. Anche l'età dell'uomo influisce sulla fertilità?
Sì, ma in modo più sfumato rispetto alla donna. Con l'età si verifica una graduale diminuzione di quantità e qualità degli spermatozoi, con aumento del rischio di anomalie genetiche .
7. Quali esami fare per primo?
Per la donna: ecografia transvaginale e dosaggi ormonali. Per l'uomo: spermiogramma. Questi due semplici esami forniscono un quadro attendibile in circa il 90% dei casi .
8. Quanto tempo serve per completare gli accertamenti?
Un iter diagnostico completo può richiedere alcuni mesi, considerando i tempi degli esami ormonali (che vanno eseguiti in giorni specifici del ciclo) e la necessità di ripetere lo spermiogramma a distanza di tempo .
9. Lo stress può causare infertilità?
Lo stress non è una causa diretta di infertilità, ma può influenzare negativamente l'equilibrio ormonale in entrambi i sessi, peggiorando condizioni preesistenti .
10. Fumare davvero riduce la fertilità?
Assolutamente sì. Il fumo danneggia l'integrità del DNA degli spermatozoi, ne riduce numero e motilità nell'uomo. Nella donna accelera l'esaurimento della riserva ovarica e aumenta il rischio di aborto .
11. Esiste una dieta per la fertilità?
Una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre, aiuta a mantenere un peso sano e fornisce i nutrienti essenziali per la salute riproduttiva .
12. Il varicocele è sempre causa di infertilità?
Il varicocele è una delle cause più comuni di infertilità maschile, ma non tutti i varicoceli compromettono la fertilità. Il trattamento chirurgico è indicato quando vi sono alterazioni dello spermiogramma .
13. Dopo un aborto spontaneo quanto tempo aspettare prima di riprovare?
Non esiste una regola fissa. Molti medici consigliano di attendere un ciclo mestruale completo prima di riprendere i tentativi, ma le tempistiche vanno valutate caso per caso con lo specialista.
14. La PMA è dolorosa?
Le tecniche di PMA prevedono prelievi ematici, ecografie e, per la donna, il prelievo ovocitario che avviene solitamente in sedazione. I fastidi sono generalmente ben tollerati.
15. Qual è il tasso di successo della PMA?
Dipende da molti fattori, primo fra tutti l'età della donna. Secondo i dati, su 100 cicli iniziati in donne sotto i 29 anni si ottengono 30-33 gravidanze; sopra i 45 anni, solo 2-4 .
16. L'infertilità è coperta dal Servizio Sanitario Nazionale?
In Italia, i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) includono alcuni trattamenti di PMA, ma l'accesso varia da regione a regione. I tempi di attesa possono essere lunghi, fino a 120 giorni per una visita specialistica .
17. Cosa significa "riserva ovarica"?
È il patrimonio di ovociti di cui la donna dispone. Si valuta attraverso dosaggi ormonali (AMH, FSH basale) e la conta dei follicoli antrali all'ecografia .
18. Si può prevenire l'infertilità?
Non sempre, ma uno stile di vita sano, la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili e una corretta informazione sull'impatto dell'età possono ridurre i rischi .
19. Cosa fare se gli esami sono nella norma ma non si concepisce?
Si parla in questo caso di infertilità inspiegata. Le linee guida suggeriscono una gestione in attesa di 3-6 mesi, seguita da inseminazione intrauterina e, in caso di insuccesso, fecondazione in vitro .
20. Quando è il caso di rivolgersi a un centro specializzato?
Dopo i tempi indicati (12 o 6 mesi a seconda dell'età) senza successo, o prima in presenza di fattori di rischio noti. È importante scegliere centri con esperienza specifica in fertilità .
Consigli finali per affrontare il percorso
Non perdere tempo: il fattore più importante è l'età della donna, e ogni mese conta .
Coinvolgi entrambi i partner: l'infertilità è una questione di coppia, e gli accertamenti vanno fatti insieme .
Scegli un centro specializzato: rivolgiti a strutture con esperienza in medicina della riproduzione.
Chiedi supporto psicologico: l'impatto emotivo dell'infertilità è significativo; un supporto professionale può aiutare ad affrontare il percorso con maggiore serenità.
Informati, ma senza allarmismi: conoscere è importante, ma affidati sempre a fonti autorevoli e al tuo specialista.
L'infertilità di coppia è una condizione medica a tutti gli effetti, e come tale va affrontata con il supporto di professionisti competenti. Conoscere i tempi giusti per agire, le cause possibili e le opzioni disponibili è il primo passo per trasformare un desiderio in un progetto consapevole.
Data di revisione: Marzo 2026
(Nota: Le informazioni qui contenute sono aggiornate alle linee guida e alla letteratura medica disponibili al momento della revisione, incluse le recenti raccomandazioni OMS del novembre 2025. Si consiglia sempre di consultare specialisti per una valutazione personalizzata del proprio caso)