Una gravidanza finita, una vita distrutta
Storie di mamme

Una gravidanza finita, una vita distrutta

Ciao a tutte, sono Vanessa, vorrei prima di tutto ringraziare questo bellissimo sito e Pagina Facebook, vorrei raccontare la mia storia.
Ho sempre avuto il desiderio di maternità, desiderio di essere Mamma, sono cresciuta in una famiglia molto attaccata ai simboli dell’unione, cresciuta in un ambiente molto coccolato e molto unito.
Penso che anche questo mio modo di essere cresciuta, abbia spinto sempre più forte in me il desiderio di diventare Mamma, di replicare probabilmente quell’atmosfera di serenità che mi ha sempre avvolta.


Ho conosciuto Maurizio in una serata in spiaggia, il mare era cosi calmo e caldo, le stelle erano luminose e nell’aria c’era quel profumo di salsedine che ci rendeva tutti più rilassati. A dire il vero, Maurizio mi stava anche un po antipatico, ma come si dice…chi disprezza vuol comprare e piano piano ci siamo conosciuti sempre di più.


Alla fine delle nostre vacanze ci siamo lasciati il numero di telefono con la promessa di ricontattarci una volta rientrati nelle nostre rispettive località – Dopo pochi giorni dal rientro, ricevo una telefonata di Maurizio, voleva incontrarmi per parlare di un po di cose – Ci siamo frequentati, innamorati ed infine sposati.


Abbiamo cercato sin da subito un bambino, provato e riprovato ma senza esito. Vedevo crescere in me la paura di non diventare mai mamma, l’ansia delle mie giornate me le ricordo come se fossero accadute oggi, il malumore iniziava a prendersi gioco di me e della nostra relazione.


Dio vuole ,che dopo 2 anni di inutili tentativi, resto incinta di una femminuccia. Potete immaginare come il mio mondo si sia colorito di Amore e di colori vivaci, l’ansia si era trasformata in tranquillità e il nostro rapporto si era rafforzato. Tanti progetti, come la chiameremo? che cameretta compreremo, somiglierà a me o a te ?


I giorni passavano in modo abbastanza tranquillo, continuavo le mie visite ginecologiche di routine, i miei esami e stavo molto attenta all’alimentazione e ai consigli medici.
Quella sera, il cielo era cosi nuvoloso e cupo che rattristì anche il mio cuore, mi sentivo stana , lontana dal mondo , avevo una sensazione di come quando sai che sta arrivando qualche notizia negativa, ma mi fecicoraggio e pensai che era solo il tempo grigio ad incidere sulla mia personalità.


Alle due di notte, mi svegliai di soprassalto, un dolore lancinante alla pancia, svegliai Maurizio che mi vide pallida , in preda a tremori e sudore, chiamò immediatamente l’ambulanza che arrivo molto in fretta.
Ricordo il tragitto che feci in ambulanza per giungere all’ospedale, sembrava non finisse mai , il tempo si era bloccato, sentivo le voci delle infermiere, le luci mi sembravano offuscate, ero completamente stordita, abbandonata e come sempre lontana dal mondo reale, molto lontana dalla realtà.


Fui addormentata completamente, mi risvegliai in una camera di ospedale, cercando di sforzarmi di ricordare qualcosa, di controllare che tutto era ok , che io ero viva e che era stato tutto un brutto sogno magari.
Mi si avvicino un medico, un Angelo direi, gentile, ma con gli occhi tristi, occhi di chi ti deve dire qualcosa che non vorresti mai sentire. Lo guardavo con curiosità, pensando non si avvicinasse a me , ma magari a qualche paziente che era di li accanto.
I suoi passi si fermarono al cospetto del mio capezzale.

Mi guardò, mi prese la mano. Come si sente Signora?
Mi sento sola , mi sento vuota risposi. Ho una sensazione di vuoto che mi circonda.
Con parole dolci mi disse che spesso accadono cose che non vogliamo, che la vita spesso non ci sorride come vorremmo, mi spiega che purtroppo la mia bambina non c’è più.


E’ stata fortunata Signora, poteva morire anche Lei. In quel momento, il mondo crolla, e il desiderio della scampata morte non mi da coraggio, anzi, avrei voluto e desiderato andarmene assieme alla mia piccola e non lasciata in questo immenso dolore.
Maurizio arriva, piange sul mio petto, mi bagna con le sue emozioni il viso, Ti amo , mi dice sussurrato in un orecchio, supereremo tutto , possiamo farcela.


Mi chiedo quali disegni il buon Dio ha su noi comuni mortali, il perchè di queste creature innocenti, che la vita sia un avere 100 e perdere 100, che alla fine forse in questa vita non ci sono ne vincitori e né perdenti, ma è tutto un semplice ed unico e frustrante pareggio?


Al momento sono passati 3 mesi dall’accaduto, sicuramente questo dolore mi resterà nel cuore e nella mia anima per sempre. Ma bisogna andare avanti giusto? e cosi che si dice quando capita qualcosa di brutto, bisogna andare avanti, abbi coraggio, abbi fede, la vita non finisce qui.


Sono parole che sfortunatamente al momento non mi danno sollievo, non mi offrono ancora quell’ancora di salvezza.
Spero di trovare al più presto. un gancio in mezzo al cielo, al quale aggrapparmi per farmi risollevare da questo dolore immenso.
Con affetto vi aggiornerò
Vanessa

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